L'Attimo del Dubbio

by Attrito

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about

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Ci sono momenti difficili, complicati, che sembrano portare alla rassegnazione, attimi di solitudine e di inerzia in cui ci si abbandona nelle mani della quotidianità, della persuasione, dell'abitudine. Lotte che sembrano non avere fine. Ci sono poi quegli attimi in cui tutto sembra più lucido, in cui si sceglie, si concretizza e si rifiuta. Attimi che possono durare un istante e contenere la libertà di dire “io sono vivo”. L'impulso che fa abbracciare l'ignoto, ciò che si oppone alla monotonia della costrizione, la consapevolezza del proprio essere unico e l'unico autore del proprio pensiero e delle proprie azioni. È quell'attimo che è una scintilla per il fuoco delle nostre coscienze, che può far cadere un mondo di certezze alle spalle. È l'attimo in cui decidiamo che rischiare le conseguenze di una scelta sia comunque meglio che rischiare di non farla mai una scelta. È l'attimo in cui si affilano le idee così come si affilano i coltelli.
È l'attimo del dubbio.

-Attrito, febbraio 2014-


There are difficult times, complicated, moments that seem to lead to resignation, moments of solitude and inertia in which we are left in the hands of the everyday, of persuasion, of habit. Fights that seem to have no end. Then there are those moments where everything seems clear, where you can choose, realize, refuse. Moments that can last an instant and contain the freedom to say "I am alive". The beat that makes us embrace the unknown which is opposed to the monotony of constriction, the awareness of being unique and the sole authors of our thought and our actions. It's the moment that is a spark to the fire of our consciences, that can bring down a world of certainties. It's the moment when we decide that risk the consequences of a choice is still better than never risk to take a choice. It's the moment when we sharpen our ideas as well as the knives are sharpened.
It's the moment of doubt.

-Attrito, February 2014-

credits

released January 31, 2014

Vittorio – bass
Bilo – guitar
Rupert – voice
Andrea – drums

Recorded at Microcosmo Studio by Luca Bilotta
Editing, mix & master at Das Ende Der Dinge by Mauro Andreolli - www.mauroandreolli.net
Drawnings by Giulia - Dancing Demons - dancingdemons666.tumblr.com

Additional voices by Federica in “L'incubo della quiete” and Alessio in “Quelle mura”.
Additional backing vocals Alessio e Solero.

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Attrito Trento, Italy

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Track Name: Polvere
<<Polvere come istante di coscienza, come scelta offensiva, imprevisto di un esperimento non sempre riuscito. Dove sventolano i drappi degli stati, delle loro guerre, delle loro frontiere, la possibilità di sottrarsi esiste, quella di attaccare è allo stesso modo reale. Può voler dire intraprendere un sentiero più tortuoso, alzarsi ogni giorno e scegliere.>>

semina sconfitte sotto un'ombra di cemento
l'aria rarefatta, io schivo controvento
l'odore claustrofobico che serra i cancelli
e una stoffa dipinta di niente
una stoffa dipinta di morte
sotto un'ombra di cemento
siamo polvere di fuoco per gli occhi dell'impero
come potrei amare un posto a cui non appartengo
come potrei amare un posto che non mi appartiene
siamo sperimentazione, siamo corpi senza nome
automa, lo sguardo fisso al suo cospetto
no! senso di potenza e vanità
nelle mie notti sogno ancora la realtà
l'ho vista in fiamme
semina sconfitte sotto un ombra di cemento
l'aria opaca e oltre il mondo sospetto
imponente fantasma di marce eleganze
di una stoffa dipinta di niente

siamo sperimentazione o siamo polvere?
o siamo polvere?


DUST
<<Dust as istant of conciousness, as an offensive choice, an unforeseen event in a not always succesfull experiment. Where flutter the flags of the States, of their wars, of their borders, the possibility of avoid exists and in the same way the opportunity to attack is real. This may mean undertake a more tortuous path, get up every day and choose.>>

It sows defeats under a concrete shadow/the air is thin, upwind I dodge/the claustrophobic stench that shuts the gates/and a rag with nothing painted on/a rag painted with death/under a shadow of cement/We are dust of fire to the empire's eyes/How could I love a place to which I don't belong?/How could I love a place that doesn't belong to me?/We are experimentation, we are bodies without a name/automaton, fixed gaze in his presence/No, feeling of power and vanity/In my nights I still dream of reality/I've seen it on fire/Sowing defeats under a shadow of cement/the air is opaque, and over there is a suspected world/imposing ghost with rotten elegance/and a rag with nothing painted on/Are we experimentation or are we dust?
Track Name: Io e dio
<<La rinuncia a vivere è ciò a cui il dogmatismo religioso aspira. La rassegnazione è la sua arma, così come la paura della realtà, la paura di dio, per costruire un mondo a immagine di sistemi gerarchici ideali ai quali delegare la vita stessa. Annullando la più intima individualità, l'agire che trova la sua causa nel nulla.>>

Non è la mia causa, non abbasso la guardia
oggi da qui riparto io
rivolto al nulla creatore
ad ogni passo l'incognita che fa la mia occasione
mi ammazza la sua ombra, non resta che distruggerla
non avrò pace finché non vedrò cenere
finché non vedrò frantumarsi il cielo
e insieme la condanna che respiro sulle pietre
di questa terra
vuole annullarmi!
lasciarmi scomparire dietro un pugno di miseria
vuole annullarmi!
trafiggere con la rassegnazione ogni mia sera
vuole annullarmi!
strappare dai miei sogni le scintille potenziali
vuole annullarmi, vuole annullarmi
ed io saprò essere polvere?
Sapremo essere polvere?
Non abbasso la guardia, saprò stare in piedi
allora avrò gettato un altro dio dalle mie tasche
Mi accorgo mentre scrivo che anche la mia mano trema,
che Cristo ha vinto nella pace di chi ancora non si accetta
gioia di vivere opponiti a questa rinuncia
opponiti a questa rinuncia


I AND GOD
<< The waiver to live is that to which the religious dogmatism aspires. Resignation is its weapon, as well as the fear of reality, the fear of god, to build a world in the image of ideal hierarchical systems, to which we should delegate our own lives. It wants to cancel the most intimate individuality, the action that finds its cause in anything.>>

Is not my cause/I don't let my guard down/today I restart from here/I am facing the creative nothing/At every step I find the unknown that creates new opportunities for me./Its shadow kills me/Nothing else to do but destroy it/I will not rest until I see ash,/until I see the sky shatter/along with the sentence I breathe/on the rocks of this world/It wants to erase me!/letting me disappear under a handful of misery/It wants to erase me!/piercing all my nights with resignation/It wants to erase me!/Snatching potential sparks from my dreams/It wants to erase me/and will I know how to be dust?/will we know how to be dust?/I don't let my guard down/If I know how to stand up/than I'll have rid my pockets of another god/As I write I realize that my hand is also trembling,/that Christ has won in the peace/of those who don't accept themselves/joy of living oppose this waivering
Track Name: Come soffocare
<<Le giustificazioni che il potere usa per mantenere se stesso possono esprimersi in forme diverse: in Dio, in una dittatura, nei principi di una democrazia. Inventando crimini, leggi e pene all'occorrenza utili per il suo mantenimento, lo Stato si pone come onnipotente, dominatore indiscutibile, unica soluzione al caos generalizzato. Le giustificazioni sono soggette al cambiamento, l'oppressione resta, immutabile, come un cancro.>>

ricordo quel sogno
non capivo dove stessimo andando
vedo ancora uno spettacolo di foglie,
è colla negli occhi e le mani
sono ancora legate tra loro
un istante di vita sul mondo
poi di nuovo l'angoscia nel petto
è come soffocare
tra le piume di una coperta di spine
tra le piume di una coperta di spine soffocare
sotto la stessa paura, la conosco!
ancora cammino nel grigio
ancora nella tristezza del grigio
è colla negli occhi e le mani
sono ancora legate tra loro
e è come soffocare
ancora cammino nel grigio
torna ogni tanto quel mostro e ci accoglie,
ci illude in un nuovo percorso
solo un passo per capire che è ancora lo stesso
e domani nemmeno quel passo!


LIKE SUFFOCATING
<<The justifications that the power uses to maintain itself can be expressed in different forms: in god, in a dictatorship, in the principles of democracy. Inventing crimes, laws and penalties useful when necessary for its continuation, the State shows itself as omnipotent, undisputed dominator, the only solution for generalized chaos. Justifications are subject to change, oppression remains, unchangeable, like a cancer.>>

I remember that dream/I didn't know where we were going/I still see a show of leaves/it's glue in your eyes/and your hands are still tied together/a moment of life over the world/and than again anxiety in your chest/it’s like suffocating/between the feathers of a spiny blande/under the same fear/I know it/Still I walk in the grey/in grey sadness/sometimes that monster returns/He welcomes us, he deceives us into taking a new path/It only takes one step to understand that he is still the same/and tomorrow we will not even take that step.
Track Name: Quelle mura
<<L'uomo ha costruito luoghi dove il tempo può diventare insopportabile, dove è possibile riuscire a confondere il giorno con la notte se non per il maledetto ritmo quotidiano dettato da chiavistelli, sbarre, attimi concessi e negati. Quel mostro è il carcere, parte integrante della società per ingabbiare la non-funzionalità e l'opposizione.>>

voglio respirare l'aria ancora un'ultima volta
prima di vedere solo quelle strette quattro mura
come può essere capace questa vita
di abbandonare il sogno
di un'esistenza mai vissuta?
ritorna da me
ritorna da me salvezza
ritorna da me vendetta
per fuggire da quelle mani tese
gabbia del corpo, gabbia della mente
questo sole a scacchi anche là fuori è una condanna
ma qui non c'è il giorno, non c'è la notte
amico, non ti ho mai visto
ma le tue urla mi raccontano tutto di te
forse quelle mura
sono anche attorno a me
ascoltami, dobbiamo bruciare queste gabbie
quando riaprirò gli occhi sarà tutto finito?


THOSE WALLS
<<Men have built places where time can become unbearable, where you can confuse the day with the night if it were not for the damned daily pace, determined by bolts, bars, granted and denied moments. That monster is the prison, integral part of society, to cage non-functionality and opposition.>>

I want to breathe the air one last time/before I only see those four four walls/How can this life be able to abandon the dream of a never lived existence?/Come back to me/come back to me salvation/come back to me vengeance/to get away from those outstretched hands/cage of the body, cage of the mind/this checkered sun is a condemnation even out there/but here there are no days, there are no nights/friend, I have never seen you/but your screams tell me all about you/perhaps those walls are also around me/listen to me/we must burn these cages/when I'll reopen my eyes/will it all be over?
Track Name: Sguardo corto
<<Oggetti circondano abitudini e rapporti, tra le banalità dell'indifferenza. Dove le guerre vengono studiate a tavolino le relazioni parlano chiaro, nei posti dove si studia, dove si lavora, dove si consuma. Ascoltando bene si sente il suono del profitto dietro ogni movimento, si vedono le sue mani sporche di sangue, per quanto la distanza degli eventi plachi la preoccupazione e pulisca la
coscienza.>>

dietro la distanza degli eventi
l'inerzia in questi giorni che sbriciola gli occhi
sa di luce che abbaglia le vite nell'oblio delle indifferenze
quando riuscirò a saperlo?
punte di ghiaccio pungono la fronte
e forse è l'ultimo pensiero che hai soffocato:
“lei” non nasce dal niente e forse è troppo il poco che stringo.
sono queste, sono queste, sono queste
le coscienze sempre salve, le distanze
dietro la distanza degli eventi,
l'inerzia in questi giorni che sbriciola gli occhi
sguardo corto!
osserva ciò che ti circonda
non è forse la tua condanna?
osserva l'inganno
si mostra lontano ma è sotto casa
sotto uno sguardo corto


SHORT LOOK
<<Objects surround habits and relationships, into the banality of indifference. Where wars are studied around a table facts speak for themselves, in the places where you work, where you study, where you consume. Listening carefully you can hear the sound of profit behind every movement, you can see its blood stained hands, despite the distance of events, that reassures concern and cleans consciousness.>>

Behind the distance of events/The inertia of these days/crumbles your eyes/tastes like the light that dazzles lives/in an oblivion of indifference/When will I know?/Spikes of ice sting your forehead/and maybe it's the last thought you choked/She doesn't rise from nothing/and maybe it's too much/the little that I’m squeezing/these are the ever safe consciences/distances, a short look/look at what's around you/is it not your condemnation?/look at the deception/it seems far away but it's outside your front door/behind a short look!
Track Name: Notti eventuali
<<La sorveglianza tecnologica è in continuo aumento per difendere i luoghi del profitto, i suoi scopi di controllo totale. All'ombra di alcune notti anonimi rendono le proprie meno tranquille, più gioiose, più vere, dal sapore di riscatto. Momenti che fanno battere più forte il cuore, focalizzando la libertà nel proprio agire, nel proprio determinarne tempo e modi, nel proprio essere liberi in quel preciso istante di consapevolezza.>>

i muri osservano anche se la città tace
sembra un manto di occhi questa scatola di vetro
è il suo giudizio che organizza queste anime alienate
così distanti in pochi metri
anche sta notte così distanti
un filo spinato divora spazi spenti
luoghi della costrizione senza luce
il loro fare resta un cancro maledetto
e passa spesso silenzioso nelle vene
occhi di ferro conservano i respiri

di chi sente il suo rumore
forse stanotte
forse stanotte succede qualcosa
guardo distante,
anche oggi il cielo grigio sembra stanco di morire
ma forse sta notte è successo qualcosa
boom!


EVENTUAL NIGHTS
<<Technological surveillance is constantly increasing in order to defend places of profit, its purposes of total control. In the shade of some nights anonymous make their nights less quiet, more joyful, truer, with the taste of revenge. Moments that make your heart beat faster, focusing freedom in our own actions, in determining our time and ways, in our being free in that precise istant of conciousness.>>

walls observe/even though the city is silent/this glass box looks like a blanket of eyes/it is its judgment that organizes/these alienated souls/so distant within a few meters/tonight too so distant barbed wire devours/lifeless spaces//places of constriction without light/their doings remain
a cursed cancer/that often runs quietly through the veins/iron eyes hold the breaths/of those who hear its noise/maybe tonight/maybe tonight something will happen/I look away, even today the grey sky seems tired of dying/but maybe tonight something has happened/boom!
Track Name: Come in una notte d'inverno
<<Testo tratto dall'originale del poeta tedesco Heinrich Heine.>>

Qui regna attualmente la più grande calma.
Tutto è silenzioso come in una notte d'inverno
avvolta nella nebbia, solo un piccolo rumore
un piccolo rumore misterioso e monotono
come gocce che si infrangono:
sono le rendite dei capitali
che cadono nelle casseforti
nelle casseforti dei capitalisti
facendole quasi debordare
si ode distintamente
il continuo montare delle ricchezze dei ricchi
di tanto in tanto si mescola a questo sordo scrosciare
qualche singhiozzo emesso a bassa voce
è il singhiozzo dell'indigenza
talvolta echeggia un leggero suono metallico
un leggero suono
come d'un coltello che s'affila


AS IN A WINTER NIGHT
<<Taken from the original text of Heirich Heine>>
Track Name: L'incubo della quiete
<<A volte la quiete diventa insopportabile. Il coinvolgimento nella retorica quotidiana costruisce pettatori inermi, dove non ha più valore l'unicità dei singoli, dove l'agio diventa la calma piatta dei dominatori. Quale strada per liberarci se non quella senza obbedienti e comandanti? Per agitare ancora le proprie passioni, per abbandonare la quiete.>>

Nella testa voci ripetono:
potrebbe essere tutto diverso.
Le soffoco quotidianamente
Urla quotidiane sono gemiti,
anche oggi sento i chiodi della solita tempesta!
Grandine sui miei propositi
individui risucchiati nelle fauci della folla
nella folla si ricalcano i ritratti dei più unici momenti
vedo nascere i sovrani della vita solo in questo mare calmo,
solo in questo mare calmo
dove l'anima dell'ordine si nutre di consensi
la paura (affogo) ne delimita orizzonti (vedo)
le case sono trappole (sento)
nuove ansie ci bombardano le ore
le nostre possibilità, le mie possibilità
abbandoniamo ogni modello
e finalmente rivolgiamoci a noi stessi
e finalmente io ti vedo
pensiero che ritorna nell'azione
nell'odio assaporato nel disprezzo
dell'obbedienza tanto quanto del comando


THE NIGHTMARE OF QUIET
<<Sometimes stillness becomes unbearable. Involvement in daily rhetoric builds helpless spectators, where uniqueness of the individual has no longer value, where our ease becomes the calm of dominators. Which way to free ourselves, if not which one without obedient and masters? To agitate our passions again, to abandon the quiet.>>

Inside the head, voices repeat:/Everything could be different/I choke them, daily./daily screams are groans/also today I feel the nails/of the usual storm/hail on my intentions/individuals sucked into the crowd's jaws/in the crowd portraits/of the most unique moments are replaced/I see life’s rulers being born/only in this calm sea/where the soul of order/feeds on consents/the fear (I drown)/delimits its horizons (I see)/houses are traps (I hear)/new anxieties bomb our hours/our possibilities, my possibilities/We must abandon all models and finally let us turn to ourselves/I finally see you/thought gets back into action/in the hate tasted with contempt/of obedience as much as command
Track Name: Normalità
<<Sanità contro insanità. Inclusione ed esclusione, per tracciare i contorni della normalità. Categorie d'appartenenza in cui incastrare e rendere funzionali, efficienti, docili, i suoi organi. La ricerca sempre più affiatata dell'eretico, di chi rifiuta quei giorni sempre uguali, è alla base dei meccanismi che costituiscono una società gerarchica.>>

Pianificata forma di pazzia:
(hai trovato)sterile riscontro, indomito e pensante
libera il pensiero, miccia della mente
eclissi per quel sole travolgente
routine! dannata illusione di coerenza
aspetto il mio battito più forte
l'occhio mi tiene con sé tra le morse
paranoia, angoscia, apatia e congelamento
è sanità mentale! docilità, è utilità
la piaga dietro il viso che consideri normale
chi è normale?
routine! dannata illusione di coerenza
vittima dell'esistenza
senza ragione! la tua ragione,
a perdersi nella normalità
sopravvivenza
legge, morale, regola perversa
vita senza volontà
la ragione che d'inerzia si consuma e si rassegna.
Un'eresia nell'ordine aspettando le macerie
lucciola che accende questa tua normalità


NORMALITY
<< Sanity against insanity. Inclusion and exclusion, to trace the boundries of normality. Membership category in which to fit and make functional, efficient, governable its organs. Increasingly tight-knit research of the heretic, of those who reject those always identical days, is the basis of mechanisms that build a hierarchical society.>>

planned form of insanity:/(you've found) sterile feedback/untamed and thinking/free the thought, fuse for the mind/eclipse for that overwhelming sun/routine, damned illusion of consistency/I'm waiting for my loudest beat/the eye grasps me in a vice/between the clamps/paranoia, anxiety, apathy and freezing/this is sanity! docility is utility/the scourge behind the face you consider normal/who is normal?/routine, damned illusion of consistency /victim of existence/without reason, your reason/lost into normality, survival/law, morals, perverse rule/life without a will/the reason consumed and resigned by inertia/a heresy in the order waiting for the rubble/firefly that lights this normality of yours
Track Name: Decisione
<<Affrontando gli ostacoli di una scelta, la rabbia che a volte acceca la ragione, la razionalità che a volte ferma l'istinto. I mostri di ogni giorno vogliono farci credere di doverci strappare a forza dalla ragione o dal desiderio, che non esista mediazione tra questi. Annebbiando le nostre capacità e volontà, vogliono distrarci, farci dimenticare chi siamo.>>

Mentre la nebbia è ancora lontana
e sono ancora sveglio
verniciati di una luce stanca: attimi
arrugginisci gelida e ingombrante distrazione
rabbia stringimi!

perché io possa respirare ancora quella vita
disfare i nodi per ricordare gli attimi
per ricordare quegli attimi che erano miei
apro gli occhi, grido e non mi riconosco più
sentimento lacero, lo stringo nei pugni
è la luce che ancora è rimasta,
per poco non perdo il confine
è il confine delle mie certezze


DECISION
<<Addressing the barriers of a choice, the anger that sometimes blinds the reason, rationality that sometimes stops instinct. Daily monsters want us to believe that they should tear us away from our desire or from our reason, they want not to leave mediation between these. Clouding our ability and our will, they want to distract us, they want us to forget who we are.>>

While the fog is still far/and I'm still awake./Moments, painted with a tired light/chill and bulky distraction, you must rust!/anger hold me!/so I can breathe again that life/to untie the knots/to remember the moments/to remember those moments that were mine/I open my eyes, I scream and I don't recognize myself/lacerated feeling, I hold it in my fists/it's the light that still remains/I almost lose my boundries/The boundries of my certainties.
Track Name: Non dormirò
<<Alcuni eventi non lasciano tempo per la quiete. Frammenti o intere vite rubate a se stesse. Fissazioni e fantasmi a fare da padroni della rassegnazione contro la rivalsa del “se non ora quando”. Tutto ha un prezzo, noi a decidere le nostre strade.>>

maledico l'insonnia
che mi accompagna da giorni, il vento che mi ascolta
sembra dirmi che non ho più scelta
per ogni istante rubato
brilla negli occhi una cieca vendetta
per ogni istante rubato
non dormirò fino all'alba della mia rivolta
non dormirò
continua il morso sulla mia pelle:
quello che perdo, cosa mi serve?
continua il morso, non ho più tempo
i miei fantasmi mi stanno uccidendo
devo strapparli e non dargli più ascolto
è l'attimo del dubbio quel momento
prepara la tensione quel momento
mentre corrono i pensieri: domani è troppo tardi!
dopo questa luna tornerò
dopo questa luna tornerò per stringere
nelle mie mani i sensi, nelle mie mani
su questa mano conto i miei giorni e penso
dove questa notte hanno dormito i miei nemici e dove
si sono consumati ancora fuochi di vendetta
sembrano chiudersi le dita sembra stringersi il pugno
io no, non dormirò


I WILL NOT SLEEP
<<Some events leave no time for quiet. Fragments or whole lives stolen from themselves. Fixations and ghosts ready to be the masters of resignation, against the revenge of "if not now, when?". Everything has a price, we can decide our ways.>>

I curse the insomnia that’s been taking me for days/the wind that listens to me/seems to tell me that I have no choice/for every stolen moment/in the eyes a blind revenge glares/I will not sleep/until the dawn of my revolt/I will not sleep/the bite continues on my skin/what I lose, what do I need?/the bite continues, I have no more time/my ghosts are killing me/I have to tear them apart/and heed them no more/it's the moment of doubt, it sets up the tension/that moment while thoughts are racing: tomorrow is too late!/I'll be back after this moon/to clench theses senses in my hands/on this hand I count my days and I think/where my enemies slept last night/and where fires of revenge/burned out again/fingers seem to ball up, the fist seems to tighten/I will not sleep.